È abbastanza facile intuire lo scopo che si è prefissata l'associazione denominata Unione Comuni Italiani per Cambiare Regione: l'obiettivo, così come indicato nello Statuto, è quello "di rendere più democratica e semplificata la procedura per il trasferimento di uno o più Comuni e/o Province, le cui popolazioni si esprimano in tal senso, da una regione all'altra". La Costituzione, infatti, all'art. 5 riconosce e promuove le autonomie locali, tutelando le esigenze dell'autonomia e del decentramento, fino a preventivare, all'art. 132, una possibile revisioni dei confini amministrativi regionali.
Possibile, ma solo sulla carta; altrimenti non si spiegherebbe la nascita dell'Unione.
Si è dovuto attendere il 2005 perché i cittadini di un Ente territoriale italiano potessero esprimersi sul cambiamento di Regione. Il primo referendum indetto sulla base dell'art. 132 si è infatti svolto il 29 e 30 maggio 2005, nel Comune di San Michele al Tagliamento, solo in virtù della semplificazione dell'iter procedurale dovuto alla sentenza n. 334 della Corte Costituzionale.

Ma chi chiede il cambio di Regione?

Principalmente i cittadini. L'Assemblea Costituente, che provvide ad una divisione regionale "di massima"¹, lasciò, attraverso l'art. 132, la possibilità alle popolazioni locali di decidere le eventuali modifiche a tali confini. La ripartizione attuale è spesso figlia di retaggi medioevali, indifferentemente di natura politica o storica: basta studiare alcuni dei numerosi casi di "isole amministrative" presenti in tutta la penisola italiana per capire che non tutte le suddivisioni che si incontrano percorrendo da nord a sud e da est ad ovest la Penisola trovano giustificazioni di natura pratica.
Sono circa un centinaio i Comuni italiani ove è presente la discussione sul cambio di Regione; a questi si aggiungono intere Province. I dibattiti non sono imputabili ai politici, che si mostrano spesso contrari a qualsiasi iniziativa "revisionista", ma ai cittadini, organizzati in comitati più o meno spontanei. Le motivazioni presentate sono le più varie: storico-culturali, economiche o sociali; a volte si è trattato di azioni dettate principalmente dal desiderio di richiamare più attenzione sul proprio territorio.
Da oltre un decennio l'Unione Comuni Italiani per Cambiare Regione sta promuovendo varie iniziative istituzionali (legislative e legali) e popolari (convegni, dibattiti ed altra informazione) per favorire la modifica della vigente legislazione in materia di trasferimento di Comuni e Province da una Regione all'altra. Rappresenta inoltre un punto di riferimento e di collegamento per tutti coloro che si trovino impegnati a livello nazionale nella difficile battaglia per l'autodeterminazione.
¹ L'Assemblea Costituente, dopo varie discussioni che contrapponevano gli uni agli altri, decise di risolvere la questione riconoscendo le Regioni (che allora non esistevano come enti territoriali, essendoci solo Comuni e Province) statistiche.